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Diagnosi

La diagnosi di carcinoma della prostata si basa essenzialmente su:1

  • Visita medica: esplorazione digito-rettale (vedi)
  • Esami del sangue: dosaggio del PSA (vedi) e PCA3 (vedi)
  • Tecniche di immagini: ecografia trans-rettale (vedi), risonanza magnetica (vedi), tomografia computerizzata (vedi)
  • Esame diretto di un prelievo di tessuto della prostata: ago-biopsia (vedi)

 

  1. Associazione Italiana di Oncologia Medica. Linee guida – Carcinoma della prostata. Edizione 2015.

Esplorazione digito-rettale

Rappresenta il primo approccio clinico alla persona con disturbi della prostata. Vediamo in cosa consiste. La prostata, come si vede dall’immagine, è a contatto con il retto. Questo è un vantaggio, perché la prostata è di fatto uno dei pochi organi interni che può essere palpato direttamente dalla mano del medico, d’altro canto è ovvio che un esame del genere provochi un certo disagio da parte della persona che lo subisce. Ma, con un’adeguata preparazione e la consapevolezza dei benefici diagnostici (circa il 18% dei tumori della prostata sono rilevati con la sola esplorazione digito-rettale, a prescindere dai valori di PSA – vedi –), il disturbo dell’esame è davvero minimo.

L’esame si esegue ponendo la persona in una posizione in cui l’ano sia accessibile e rilassato, solitamente la posizione più adeguata è quella sdraiata accovacciata su un lato (la cosiddetta “posizione fetale”). Il medico indossa un guanto ed esegue un “appoggio di confidenza” per evitare la contrazione riflessa dello sfintere anale esterno e successivamente inserisce il dito indice, ben lubrificato, attraverso l’ano. Con la palpazione, oltre a valutare la mucosa del canale anale e l’efficienza contrattile dello sfintere anale, il medico può esaminare la superficie della prostata rilevando la presenza di eventuali noduli.

PSA

Questo termine è una sigla che vuol dire “Antigene Prostatico Specifico”, una proteina prodotta principalmente dal tessuto ghiandolare prostatico. Infatti, pur essendo prodotto anche in altri distretti corporei, solo il PSA di origine prostatica raggiunge livelli ematici quantitativamente significativi.

Il PSA viene immesso nel liquido seminale (per “nutrire e fluidificare” il liquido stesso che trasporta i semi maschili – ossia gli spermatozoi – durante l’eiaculazione) e, in condizioni fisiologiche, solo quantità minime di antigene raggiungono il circolo ematico.

Il PSA può essere elevato in circolo non solo in presenza di patologia maligna della prostata, ma anche in condizioni fisiologiche, come la eiaculazione recente o l’attività fisica intensa, in caso di patologia benigna (ipertrofia prostatica, prostatite, ritenzione urinaria), nonché dopo l’esecuzione di alcune manovre diagnostiche, quali la cistoscopia o la ago-biopsia (vedi) prostatica (in quest’ultimo caso, sono descritti incrementi fino a 50 volte, con ritorno ai valori pre-biopsia in 30-60 giorni). L’effetto dell’esplorazione digito-rettale (vedi) sembra limitato; quando tuttavia si vogliano valutare le variazioni del PSA indotte da un determinato trattamento è raccomandabile eseguire il prelievo per il PSA prima dell’esplorazione digito-rettale, o almeno 24 ore dopo la manovra.

L’esecuzione dell’esame è semplice, trattandosi di un comune prelievo di sangue venoso.

Il valore soglia tradizionalmente utilizzato è pari a 4 ng/ml, ma il valore deve essere considerato convenzionale in quanto tale parametro non è l’unico criterio da tenere in considerazione.

PCA3

Il Prostate Cancer Antigen 3 (PCA3, anche noto come DD3) è un nuovo bio-marcatore basato su un gene tipicamente espresso dal carcinoma della prostata. Il PCA3 risulta infatti molto aumentato nel 95% dei tumori prostatici, mentre un basso livello di espressione è stato descritto nel tessuto prostatico normale e nell’ipertrofia prostatica benigna.

Il PCA3 è quindi, rispetto al PSA, più specifico per il cancro della prostata. Questo significa che è prodotto unicamente dalle cellule di tumore prostatico e non è influenzato dalle dimensioni della prostata. È bene sottolineare che attualmente il PCA3 non sostituisce l’esame del PSA (vedi), ma può comunque contribuire alla decisione sull’opportunità di sottoporre i soggetti con sospetto di carcinoma prostatico all’ago-biopsia prostatica (vedi).

L’esecuzione dell’esame è semplice: dopo un’esplorazione digito-rettale (vedi), cellule tumorali con elevati livelli di PCA3 sono liberate nelle urine. Viene quindi raccolto un campione di urine. Il campione viene inviato in laboratorio per determinare il PCA3 Score (che mette in relazione il PCA3 con un tipo di PSA nel campione di urine).

Ecografia trans-rettale (TRUS)

La situazione per eseguire questo esame è analoga a quella dell’esplorazione digito-rettale (vedi). In questo caso, la piccola sonda utilizzata per eseguire le ecografie, viene posta nel canale rettale, per valutare più dettagliatamente le caratteristiche dei tessuti della prostata e il volume stesso della prostata. Questo esame, utilizzato in combinazione con l’esplorazione digito-rettale e con la valutazione del PSA, offre una notevole affidabilità diagnostica. È inoltre una procedura indispensabile per facilitare l’esecuzione della ago-biopsia (vedi).

Risonanza Magnetica (RM)

Questo esame copre un ruolo determinante per precisare la diagnosi (esplorazione digito-rettale – vedi –, PSA – vedi – e ago-biopsia – vedi –, rimangono tuttavia gli esami di prima linea), la localizzazione del tumore all’interno della prostata (e quindi indicare dove effettuare la ago-biopsia) e, analogamente alla tomografia computerizzata (vedi), per definire lo stadio in cui si trova il tumore. La RM è inoltre utilizzata per pianificare il trattamento più adeguato, valutare la risposta alla terapia e nel follow-up (ossia, controllo nel tempo) delle persone trattate.

Tomografia Computerizzata (TC)

Questo esame è riservato alle fasi avanzate della malattia, per definire meglio in quale stadio di trova l’evoluzione del tumore, in particolare per valutare l’eventuale presenza di metastasi.

Ago-biopsia

Questo esame è fondamentale per la diagnosi del carcinoma della prostata. La certezza della presenza del tumore si ottiene infatti con l’esame istologico, ossia con l’esame di un campione di tessuto estratto direttamente dalla prostata. Il prelievo del tessuto viene eseguito con un ago, pungendo in più punti il nodulo sospetto. Per svolgere questa indagine con la massima precisione, l’ago-biopsia viene eseguita nel corso della ecografia trans-rettale (vedi).