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Valutazioni di controllo nel tempo

Per le persone operate e in quelle trattate con radioterapia, lo scopo del controllo (o follow-up) è fondamentalmente quello di identificare l’eventuale ripresa di malattia a livello della prostata o nell’organismo.

Nei pazienti con malattia avanzata in trattamento con terapia ormonale e/o chemioterapia, il follow-up ha lo scopo di valutare la risposta alle terapie.

In tutti i casi, inoltre, il follow-up del paziente ha lo scopo di valutare l’incidenza e di controllare, se possibile, l’evoluzione degli effetti collaterali indotti dai vari tipi di trattamento.

 

Per i controlli nel tempo (o follow-up) si fa soprattutto riferimento a:1

  • Visita medica
  • PSA
  • Risonanza magnetica

 

  1. Associazione Italiana di Oncologia Medica. Linee guida – Carcinoma della prostata. Edizione 2015.

 

Visita medica

Per la visita medica, che include l’eventuale esecuzione della esplorazione digito-rettale (vedi), non esiste uno standard preciso sul periodo entro cui va ripetuta. La ricorrenza degli appuntamenti va quindi valutata caso per caso.

 

Orientativamente:

La visita dovrebbe essere effettuata ogni 3 mesi nei primi due anni dal trattamento primario, ogni 6 mesi fino al quinto anno, poi ogni anno.

L’esplorazione rettale, al pari dell’esame clinico, potrebbe essere eseguita ogni 3 mesi nei primi due anni dal trattamento primario, ogni 6 mesi fino al quinto anno, poi ogni anno.

 

Nel corso della visita di follow-up viene solitamente eseguita anche una valutazione dei possibili effetti collaterali, specie quelli tardivi e correlati al trattamento chirurgico e alla radioterapia, che sovente compaiono dopo circa 6 mesi dal trattamento (proctite, cistiti ricorrenti, stenosi uretrale, incontinenza urinaria, impotenza).

 

PSA

Il dosaggio del PSA (vedi) dovrebbe essere ripetuto ogni 3 mesi nei primi due anni dal trattamento primario, ogni 6 mesi fino al quinto anno, poi ogni anno.

In caso di controllo post-chirurgico, è necessaria una prima valutazione del PSA dopo quattro-otto settimane, per la definizione della recidiva biochimica.

 

Risonanza magnetica

La risonanza magnetica (RM) (vedi), nel caso di diagnosi di carcinoma della prostata è utile per pianificare il trattamento, per valutare la risposta alla terapia e nel follow-up dei pazienti trattati.

L’RM può essere indicata anche in casi in cui si registrino valori persistentemente elevati di PSA, pur con precedenti biopsie negative.